Il glossario odontoiatrico

Di seguito alcune definizioni di termini tecnici utilizzati nel sito:

Abfraction

E' dovuta ad un meccanismo che causa la perdita di smalto e dentina in denti suscettibili e in zone lontane dai punti di carico, in seguito all'applicazione di sovraccarichi con forze tangenti. E' dipendente dall'ampiezza, durata, frequenza e localizzazione di tali carichi.

ablazione del tartaro

Operazione di asportazione del tartaro sopra e sottogengivale che può essere effettuata con strumenti a mano o con apparecchi rotanti o vibranti ad ultrasuoni.

abrasione dentale

Consumo patologico delle superfici masticatorie dei denti causata da attrito generato dallo sfregamento. Si rileva in forma più accentuata nel soggetto bruxista.
Può essere causata anche dall'uso di spazzolini duri e dentifrici ad alta abrasività. Comuni sono le abrasioni del colletto da spazzolamento che spesso causano una particolare sensibilità del dente alle temperature (caldo e freddo) e agli stimoli chimici.

 

abutment (o pilastro)

Parte dell'impianto dentale che fa da collegamento tra l'impianto stesso e la corona dentaria.


 

acrodinia

E' una malattia che si presenta nei neonati e nei bambini piccoli, i cui sintomi compaiono con l'eruzione dei denti decidui. I sintomi includono: gonfiore a mani e piedi, perdita di sensiibilità superficiale, fotofobia, tachicardia, ipotonia muscolare, labilità termica, stomatiti, periodontite e perdita prematura dei denti. L'eziologia è stata legata ad intossicazione da mercurio, a deficit di vitamina B6 e acidi grassi essenziali.

actinomiceti

Microrganismi filamentosi ramificati, anaerobi, Gram-, che sono stati implicati nella formazione del tartaro dentale e fungono da substrato adesivo del tartaro alla superficie dentale. Questi microrganismi sono anche stati ritrovati nelle lesioni patologiche dei processi alveolari.

acufene

Sensazione uditiva soggettiva – consistente per lo più in fischi, soffi, ronzii – percepita in assenza di stimoli sonori esterni. L’acufene ha tonalità acuta e spesso si accompagna a ipoacusia; se ne possono determinare la frequenza e l’intensità mediante l’acufenometria. Le cause di acufene sono molteplici, otogene ed extraotogene; tra le prime si annoverano disturbi dell’orecchio esterno, medio, interno o della via acustica centrale; tra quelle extraotogene: medicamenti, intossicazioni, traumi acustici, malattie dismetaboliche, discrasiche, endocrine, dell’apparato circolatorio e degli organi emopoietici e da stimolazione simpatica. La terapia si avvale di sostanze vasodilatatrici, tranquillanti e interventi chirurgici; di recente è stato proposto l’uso di protesi acustiche atte a mascherare l’acufene con un suono appropriato e l’elettrostimolazione cutanea.

affollamento dentale

Sovrapposizione dei denti spesso conseguente alla mancanza del naturale spazio di allineamento che generalmente si determina quando la sostanza dentale eccede lo spazio disponibile in arcata.

La malocclusione può essere caratterizzata da un'ampiezza dell'arcata inadeguata ad accogliere i denti correttamente allineati.

afta

L'afta è una piccola erosione della mucosa orale dall'aspetto rotondeggiante, con dimensioni che variano da uno a più di dieci millimetri. Può comparire a tutte le età, ma è più frequente nei giovani tra i dieci e  i vent'anni, più nelle donne che negli uomini.La localizzazione più frequente dell'afta è sulla mucosa interna di guance e labbra ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato.

 

aftosi

Manifestazione clinica dell'afta.

 

 

agenesia dentale

Assenza congenita del germe di uno o più denti decidui o permanenti. Generalmente l'agenesia riguarda gli ultimi denti che compongono le serie omologhe: l'incisivo laterale, il secondo premolare e il terzo molare.

alito

Aria espirata nel corso della fonazione e respirazione che contiene vapore acqueo, alcuni gas e delle scorie microscopiche.

L'alito generalmente è inodore, ma quando nella sua composizione aumentano i composti volatili solforati e raggiungono quantità superiori a 85 parti per bilione (PPB), misurate con un apparecchio denominato Halimeter, comincia a comparire l'odore caratteristico dell'alitosi.

Le acquisizioni scientifiche più recenti dimostrano che la maggior parte dei casi di alterazione dell'odore dell'alito, il 90% circa,derivano da problemi all'interno del cavo orale.

 

alitosi

Condizione caratterizzata da alito di odore sgradevole. Può essere causata dall’ingestione di particolari alimenti come alcol, aglio, cipolla; da uso di tabacco; da affezioni gengivali o dentarie; da fermentazione di particelle di cibo nella cavità orale; da rino-sinusiti. Può anche essere conseguente a malattie di altri apparati. Nell’uremia l’alito ha odore di urina; nell'acetone e nella chetoacidosi diabetica odore di acetone (vedi acetonemia). Poiché le pareti dell’esofago sono normalmente accostate e l’esofago stesso non si apre in faringe se non nella deglutizione, le malattie gastrointestinali non causano generalmente alitosi, perciò è errato ritenere che l’odore dell’alito rispecchi lo stato della digestione e la funzione intestinale. Per eliminare l’alitosi occorre curare la causa specifica.

Il termine deriva dal latino "halitus" (alito) e dal greco "osis" (affezione).

Alveolisi

Riassorbimento e distruzione dell’osso alveolare dentario, che mettono progressivamente a nudo la radice dei denti aumentandone la mobilità. L’alveolisi, che ha come esito finale la perdita del dente, è una conseguenza frequente delle parodontopatie e in particolare della piorrea alveolare.

alveolite

Processo infiammatorio post-estrattivo di origine infettiva a carico dell'alveolo osseo.

alveolite

Termine usato per indicare l’infiammazione dell’alveolo del dente. 

alveolite postestrattiva

Processo infiammatorio di origine infettiva a carico dell'alveolo dentale che si sviluppa come complicanza di un estrazione. E' causa di dolore intenso e pulsante, di tipo nevralgico, che s'irradia lungo le branche del trigemino. Può protrarsi per 2/3 settimane dopo l'intervento.

 

alveolite secca

Processo infiammatorio di origine infettiva a carico dell'alveolo dentale che si sviluppa come complicanza di un estrazione. E' causa di dolore intenso e pulsante, di tipo nevralgico, che s'irradia lungo le branche del trigemino. Può protrarsi per 2/3 settimane.

alveolo

In generale ogni piccola cavità degli organi; perlopiù il termine si usa per indicare l’alvèolo dentale (escavazione dell’osso mascellare e di quello mandibolare destinata all’impianto della radice dentale) e l’alvèolo polmonare (unità funzionale del polmone destinata agli scambi gassosi del sangue con l’aria inspirata).Si definisce alveolo ognuno degli spazi posti al'interno della mascella superiore e della mandibola, deputati ad accogliere la parte radicolare dei denti

alveolotomia

Incisione di un alveolo dentale per evacuare la cavità alveolare dal materiale purulento e necrotico formatosi nel corso di infiammazione della polpa dentaria.

antagonista

In anatomia, si dice di organo o sistema che sia anatomicamente o funzionalmente contrapposto a un altro: per esempio, i muscoli antagonisti sono quelli che in un determinato distretto corporeo esercitano un’azione opposta (per esempio, i flessori delle dita sono antagonisti agli estensori e viceversa); i denti antagonisti sono quelli che, nella masticazione, si contrappongono.

antibiotici

Farmaci in grado di distruggere i microrganismi o di inibirne la crescita, interferendo selettivamente sui processi specifici del loro metabolismo cellulare. Sono di origine biologica, anche se molti attualmente sono prodotti per sintesi o apportando modifiche alla struttura chimica dei composti naturali. Data l’elevata specificità dei loro effetti sul metabolismo batterico, vi sono marcate differenze nella suscettibilità dei microrganismi ai diversi antibiòtici. L’insieme degli agenti patogeni inattivati da un antibiòtico viene detto “spettro d’azione” dell’antibiotico. Gli antibiòtici ad “ampio spettro” sono così quelli la cui azione si estende alla maggior parte dei batteri gram-positivi e gram-negativi, rickettsie, clamidie, spirochete e protozoi. L’azione dell’antibiòtico può essere di tipo battericida (capacità di uccidere i batteri) o batteriostatico (capacità di inibire lo sviluppo batterico) e dipende dal tipo di antibiòtico e dai dosaggi usati. Il primo antibiòtico a essere isolato fu la penicillina. L’associazione di due o più antibiòtici, singolarmente attivi sullo stesso germe patogeno, produce talvolta un effetto sinergico di somma o potenziamento, altre volte invece dà luogo ad antagonismo. Un aspetto problematico è rappresentato dal continuo aumento di ceppi resistenti (vedi anche resistenza antibiotica). Le cause di questo fenomeno sono molteplici, compresa l’enorme diffusione degli antibiòtici negli ultimi anni, che ha sempre più messo in luce anche il grande numero di effetti collaterali che essi provocano. Il problema è aggravato dall’uso spesso indiscriminato e non appropriato anche per malattie che non richiedono terapia antibiotica; dal loro frequente impiego per prevenire malattie degli animali da allevamento, e quindi dall’eventuale presenza nella carne o nel latte; dalla loro utilizzazione in dentifrici e in altre preparazioni solo raramente impiegate sotto controllo medico. Altro motivo di inefficacia e di effetti collaterali è l’applicazione non scrupolosa della posologia e della durata del trattamento prescritte dal medico. Nel tentativo di superare il fenomeno della resistenza, vengono prodotti continuamente nuovi antibiòtici: tra questi i beta-lattamici in associazione all'acido clavulanico che conferisce resistenza alle beta-lattamasi prodotte dai batteri, i chinolonici che alterano la produzione di acidi nucleici batterici ecc.

ascesso dentale

Raccolta di pus in una cavità formatasi all’interno della radice, della polpa di un dente o lungo un legamento alveolodentario per infezione e distruzione della zona colpita. La terapia prevede l'uso di antibiotici (beta-lattamici, macrolidi), farmaci antinfiammatori, e l'evacuazione della raccolta ascessuale con cure odontoiatriche.

Ascesso periapicale

Raccolta di pus che si forma inizialmente intorno all'apice radicolare  e che tende a propagarsi ai tessuti circostanti e ad esteriorizzare attraverso la gengiva e le parti molli. Le cause infettive sono le più frequenti. I materiali settici contenuti nel canale radicolare, germi e tossine, possono migrare verso i tessuti periapicali, attraverso il forame apicale, e determinare la reazione infiammatoria

carie dentale

Patogenesi della carie. Profilassi e cura anticarie  alterazione progressiva a carattere distruttivo del tessuto duro del dente. Colpisce soprattutto i popoli ad alto tenore di vita con un’incidenza del 70-95%.Patogenesi della carieNonostante l’estrema diffusione della càrie dentale, l’origine dell’alterazione è tuttora relativamente poco nota e le varie teorie avanzate non sembrano in grado di risolvere completamente i vari quesiti. Il dente possiede una sua resistenza naturale, diversa da individuo a individuo, e di conseguenza i singoli soggetti mostrano una suscettibilità alla càrie dentale (cariorecettività) assai variabile; è verosimile che su un terreno strutturalmente predisposto possano agire i diversi fattori chiaramente individuati come determinanti della lesione cariosa. In modo particolare è da sottolineare l’importanza dei residui alimentari non asportati dalla superficie dei denti: tali residui, soprattutto carboidrati o zuccheri, vanno facilmente incontro a processi fermentativi con produzione di acidi che hanno la proprietà di intaccare i tessuti duri del dente, causandone la progressiva demineralizzazione. La presenza della placca dentale favorisce l’azione fermentativa operata dai microrganismi sui residui alimentari (glicolisi batterica e altre attività enzimatiche specifiche) innescando così il processo che porta alla distruzione del tessuto dentale. Questo inizia dallo smalto che presenta decalcificazione e disgregazione (càrie dentale superficiale); in seguito si estende in profondità (càrie dentale penetrante) con interessamento delle zone più superficiali della dentina, con decalcificazione e distruzione dell’impalcatura organica e inorganica, infiammazione della polpa (pulpite), gangrena pulpare e successiva infiammazione dei tessuti del parodonto. La sintomatologia dolorosa è generalmente assente nella càrie dentale superficiale. Quando la càrie dentale interessa la dentina, si avverte sensibilità alle variazioni di temperatura (caldo, freddo) o a particolari cibi (dolci, salati, acidi), dolore che cessa col venir meno dello stimolo. Quando, infine, la càrie dentale interessa la polpa, il dolore può insorgere anche in assenza di stimoli.Profilassi e cura anticarieDi particolare importanza appare la profilassi della càrie dentale. Si distinguono una profilassi preconcezionale, per l’importanza rivestita dal fattore ereditario; una profilassi prenatale, con una corretta alimentazione della gestante e attuando la fluoroprofilassi, al fine di garantire l’adeguata formazione e lo sviluppo della dentatura e delle strutture osteomucose di supporto; e, infine, una profilassi postnatale, con una corretta igiene del cavo orale e dei denti e con l’osservanza di semplici regole dietetiche. Alla luce delle informazioni disponibili, tuttavia, il modo di gran lunga più efficace nella profilassi della càrie dentale appare quello costituito dalla terapia con fluoro. Secondo recenti stime, la fluoroprofilassi appare in grado di ridurre l’incidenza della càrie dentale del 50-60%. Per quanto riguarda la terapia, essa tende all’eliminazione totale dei tessuti colpiti, alla ripulitura della cavità cariosa e all’otturazione mediante resine, cementi al silicio (per incisivi, canini), amalgama d’argento (premolari, molari).

concrescenza dentale

Anomalia della dentatura caratterizzata dall’unione di due o più denti in epoca avanzata dello sviluppo, tale che le radici sono riunite stabilmente mediante saldatura dei rivestimenti cementizi. Può avvenire tra denti normali e soprannumerari; dipende da processi infiammatori cronici dei tessuti parodontali o da ristrettezza dello spazio nel quale si sviluppano i denti.

demineralizzazione dentale

Processo di dissoluzione dell’apatite (fosfato di calcio contenente fluoro e cloro) presente nello smalto del dente (decalcificazione). Può essere associata a diverse patologie; quando si accompagna alla carie è da attribuire alla produzione di acido nella bocca e al concomitante intervento di batteri.

filo interdentale

Processo di dissoluzione dell’apatite (fosfato di calcio contenente fluoro e cloro) presente nello smalto del dente (decalcificazione). Può essere associata a diverse patologie; quando si accompagna alla carie è da attribuire alla produzione di acido nella bocca e al concomitante intervento di batteri.

fluorosi dentale

Processo di dissoluzione dell’apatite (fosfato di calcio contenente fluoro e cloro) presente nello smalto del dente (decalcificazione). Può essere associata a diverse patologie; quando si accompagna alla carie è da attribuire alla produzione di acido nella bocca e al concomitante intervento di batteri.

fusione dentale

Anomalia dello sviluppo strutturale dei denti che si manifesta con unione intima dei tessuti dentari in epoca precoce dello sviluppo. Conduce alla saldatura delle impalcature dentinali e può interessare la corona, la radice o tutto il dente.

geminazione dentale

Anomalia dentaria caratterizzata da sdoppiamento di un unico germe dentario, con formazione di due denti, che restano parzialmente o totalmente uniti.

gengiva

Mucosa della bocca che riveste i processi alveolari di mascella e mandibola e, senza soluzione di continuità, prosegue nella mucosa orale circondando con uno spesso cercine il dente fino al colletto. È di colore più o meno roseo, tendente al rosso, perché ricca di vasi sanguigni; è assai resistente ed è costituita da connettivo rivestito da epitelio pavimentoso pluristratificato.

 

gengivectomia

 

Intervento chirurgico che si esegue in caso di parodontopatia, consistente nell’asportazione della parete molle della tasca gengivale, e di tutto l’epitelio proliferato sul fondo della tasca stessa, per ottenere la guarigione del processo infiammatorio e un nuovo attacco epiteliale sul dente. Può essere completata con la gengivoplastica.

 

 

Malattia parodontale

Patologia dell'apparato di sostegno dei denti che coinvolge gengive e osso alveolare fino a condurre a mobilità dentale e, come effetto finale, alla perdita dell'elemento stesso.

Malocclusione

Si dice malocclusione ogni deviazione rispetto all'occlusione normale o ideale.

Malocclusione dentale

Alterazione dei rapporti di combaciamento dei denti determinata da difetti di forma delle arcate o da disallineamento dei denti all'interno delle arcate.

Mantenitore di spazio

Apparecchio fisso o mobile utilizzato in ortodonzia per mantenere lo spazio tra i denti

Mesiale

La superficie del dente più vicina alla linea mediana delle arcate dentarie

Mesiodens

Elemento soprannumerario localizzato tra i due incisivi centrali superiori.

Nervo alveolare

Il nervo alveolare è deputato a portare la sensibilità ai denti. Le sue diramazioni penetrano attraverso il forame apicale, posto all'apice della radice di ogni dente.

Occlusione

La relazione tra i denti mascellari e mandibolari nel momento in cui entrano in un contatto funzionale

occlusione dentale

Insieme dei rapporti che assumono tra loro le superfici masticatorie dei denti nell’atto di chiudere le arcate dentarie. Quando i normali rapporti sono alterati si parla di malocclusione.

odontoiatria

Branca della medicina che studia le affezioni dei denti e della bocca

Odontoma

Tumore benigno proveniente dai tessuti dentari, costituito da dentina, smalto e cemento in proporzioni diverse dal dente normale.

Odontostomatologia

Branca della medicina che studia le affezioni dei denti e della bocca.

Open Bite

Incremento della distanza tra i denti delle due arcate; spazio tra i denti frontali superiori e gli inferiori quando i denti posteriori sono in contatto

Ortodonzia

Branca dell'odontoiatria che tratta le irregolarità dei denti e la loro correzione. La parola deriva dai termini greci ortho=  corretto e  odontos= dente.

Ortodonzia fissa

Correzione dei disallineamenti dentali con apparecchi che vengono incollati o cementati ai denti.

Ortodonzia invisibile

L'ortodonzia invisibile viene eseguita con l'ausilio di mascherine trasparenti che non alterano l'estetica del sorriso durante il  trattamento.

otturazione dentale

Riempimento della cavità dentaria con materiali diversi a seconda delle esigenze (composito, resine ecc.), che si effettua in corso di terapia per la carie. È preceduta dalla rimozione completa del tessuto carioso e dalla preparazione della cavità che deve ritenerla. L’otturazione dentale mira alla ricostruzione morfologica e funzionale del dente; può essere provvisoria, se il dente deve restare in osservazione o se si devono far agire medicamenti, o definitiva, quando si chiude definitivamente la cavità. Una volta terminata l’otturazione dentale, non è necessario attuare particolari provvedimenti conservativi, oltre alla normale igiene orale.

Overbite

Sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e gli inferiori,  prende anche il nome di morso profondo  o deep bite.

Parodontite

La parodontite è una forma di danno parodontale di natura infiammatoria che colpisce gli adulti e che è caratterizzato dalla distruzione dell'osso alveolare che sostiene i denti.

Parodontite apicale

Affezione infiammatoria acuta o cronica del tessuto parodontale, o parodonto, circostante l'apice radicolare.

 

Parodonto

Insieme dei tessuti che circondano e sostengono i denti; composto da gengiva, osso alveolare, legamento alveolo dentale, cemento radicolare.

Parodontologia

Termine che deriva dal greco e significa studio di tutto ciò che sta intorno al dente e che gli dà sostegno

Parodontopatia

Patologia dell'apparato di sostegno dei denti che coinvolge gengive e osso alveolare fino a condurre a mobilità dentale e, come effetto finale, alla perdita dell'elemento stesso.

Parodontosi

Degenerazione dei tessuti parodontali che vanno incontro ad un'atrofia progressiva. Nella sua progressione può portare alla mobilità e alla caduta dei denti.
La forma più comune di paradontosi è l’atrofia senile, in cui la gengiva si ritira a mano a mano che l'osso alveolare viene riassorbito restandogli ben aderente.
I denti rimangono saldi fino ai gradi più avanzati della paradentosi.
Nella paradentosi i fenomeni infiammatori sono in genere minimi. Per la prevenzione è necessario che lo stato dei tessuti parodontali sia ottimale.
 

Pedodonzia

Branca dell'odontoiatria che tratta la cura dei denti dei bambini

Pericoronite

Infiammazione acuta della gengiva che circonda un dente parzialmente erotto che si gonfia; la gengiva si presenta dolente e arrossata. Spesso la situazione è aggravata dal trauma masticatorio che in questi casi può determinarsi a carico del tessuto edematoso.
Al disotto della gengiva che ricopre un dente non erotto completamente, possono depositarsi e trattenersi liquidi, residui alimentari e batteri, provocando la sua infiammazione.
Il trattamento della pericoronite implica la pulizia completa del tessuto dalla placca batterica. In alcuni casi può essere indicata l'escissione chirurgica del cappuccio gengivale.

Perimplantite

Infiammazione e/o infezione dei tessuti che circondano l'impianto. La perimplantite si caratterizza per il coinvolgimento nel processo infiammatorio del tessuto osseo circostante l'impianto. Se non controllata può portare alla mobilizzazione e perdita della fixture.

Periodontite marginale

Forma di danno parodontale di natura infiammatoria che colpisce gli adulti e che è caratterizzato dal riassorbimento della parte più coronale dell'alveolo osseo, denominato cresta marginale. Rappresenta l'evoluzione di una gengivite marginale.

Periodontite profonda

 

Forma di danno parodontale di natura infiammatoria che colpisce gli adulti, conseguente all'evoluzione della parodontite marginale.  Le lesioni si aggravano per l'ulteriore riassorbimento osseo, per la migrazione dell'epitelio giunzionale  e per il vacillamento dei denti.

 

Periodontopatia

Malattia dell'apparato di sostegno dei denti che coinvolge gengive e osso alveolare fino a condurre a mobilità dentale e, come effetto finale, alla perdita dell'elemento dentale stesso.

Permuta dentale

Processo di sviluppo dei denti permanenti, che inizia con la comparsa verso i 5/6 anni dei primi molari permanenti, e termina con l'eruzione, intorno ai 18 anni, dei denti del giudizio. 

Pilastro di guarigione

Il pilastro di guarigione viene avvitato sulla radice artificiale impiantata durante la fase di guarigione dei tessuti molli e viene in seguito sostituito da un pilastro definitivo appropriato. Viene anche definito vite di guarigione o di chiusura.

Piorrea

Stadio acuto, suppurativo, della malattia infiammatoria che colpisce i tessuti parodontali. E' detta anche piorrea alveolare per sottolineare la fuoriuscita di pus dall'alveolo.

Placca batterica

Sostanza appiccicosa di colore bianco-giallastro che si fissa saldamente ai denti, formata da residui di cibo colonizzati da batteri che sopravvivono e si riproducono al suo interno cibandosi degli zuccheri in essa presenti. E' causa di gengiviti , parodontiti e carie.

placca dentale

Pellicola di mucopolisaccaridi di origine salivare, che si deposita sullo smalto dei denti; inizialmente è asettica, ma dopo un’ora dalla sua formazione viene colonizzata dai germi della flora batterica orale (placca batterica); dopo circa cinque giorni, a maturazione avvenuta, inizia a calcificarsi con depositi di sali di calcio e dà origine al tartaro. La placca dentale si può allontanare prima che diventi placca batterica con lo spazzolamento dei denti e il filo interdentale.

placca dentale

La placca dentale è l'altro nome con cui viene definita la placca batterica. Si tratta di un deposito di innumerevoli specie di microrganismi inglobati in una matrice formata da prodotti derivanti dal metabolismo batterico, cellule di sfaldamento della mucosa del cavo orale, sostanze che derivano dalla saliva, dal siero ematico e dagli alimenti. E' la causa, riconosciuta universalmente, delle più importanti malattie dentarie: carie e malattia parodontale.

Polpa camerale

La porzione della polpa che sta all'interno della corona del dente.

Polpa dentale

E' il tessuto molle (non calcificato) situato all'interno del dente; composto prevalentemente di vasi sanguigni e nervi. Si distingue in polpa camerale, la porzione situata nella corona, e polpa radicolare, quella che percorre l’interno del canale radicolare.

Posizionatore

Il posizionatore è un apparecchio di contenzione e rifinitura del trattamento ortodontico

Prima classe di Angle

I rapporti tra i molari sono normali. Le malposizioni sono a carico dei denti frontali che presentano affollamento, protrusione, retrusione, spazi.

Progenismo

Si parla di progenismo quando la mandibola è posizionata in avanti rispetto al mascellare superiore

Prognatismo

In ortodonzia è la sporgenza in avanti delle mascelle; può essere relativa o falsa (quando è solo apparente, valutata clinicamente rispetto alla controparte scheletrica) o assoluta e vera (in riferimento alla verticale tracciata dalla radice del naso, perpendicolare al piano di Francoforte); si determina a carico del mascellare superiore, della mandibola o di entrambi i mascellari.

Protesi

La protesi dentale è un sostituto artificiale dei denti naturali. viene applicata in caso di edentulia parziale o totale o per correggere difetti estetici di forma, posizione e colore dei denti, o, in alcuni casi, per riabilitare l’occlusione disfunzionale.

Si distinguono vari tipi di protesi dentaria:

Protesi fissa - Si indica come protesi dentaria fissa, ponti o corone che vengono cementati ai denti e non sono più rimovibili dal paziente e spesso neanche dal dentista senza che subiscano alterazioni che ne compromettono la riutilizzabilità.

Protesi rimovibile o mobile - Si indica come protesi dentaria rimovibile quella che il paziente può, e deve, rimuovere dalla bocca per la pulizia.

Protesi combinata - Si indica come protesi dentaria combinata quella composta in parte da protesi fissa e in parte da protesi rimovibile, strettamente collegate tra loro.

Si distinguono vari tipi di protesi dentale fissa:

Protesi fissa in metallo ceramica - Si tratta di ponti o corone formati da una lega composta da vari metalli, con una percentuale più o meno alta di oro (lega aurea ad alto o basso tenore d’oro), rivestiti in ceramica.

Protesi fissa in ceramica Metal Free - Si tratta di ponti o corone costruiti in ceramica integrale, senza parti metalliche.

Protesi su impianti - Protesi dentaria costruita su impianti dentali. Anche in questo caso si tratta di protesi a ponte oppure di corone singole o collegate tra loro.

Si distinguono vari tipi di protesi dentale rimovibile o mobile:

Protesi parziale in resina rimovibile o mobile - Protesi dentaria sostitutiva di alcuni elementi dentali, ad appoggio mucoso, e a tenuta tramite ganci applicati sui denti residui. 

Protesi totale in resina rimovibile o mobile - Protesi dentaria sostitutiva di tutti gli elementi dentali di un'arcata, ad appoggio mucoso e a tenuta con meccanismo di sussione o tramite impianti.

Protesi scheletrata (scheletrato) rimovibile - Protesi sostitutiva dei denti naturali, che può essere rimossa dal paziente. La protesi scheletrata (scheletrato) è una protesi dentaria ad appoggio misto, dentale e mucoso, la cui tenuta è garantita da ganci applicati ai denti residui. 

 

Protesi fissa

Manufatto artificiale che può essere realizzato sotto forma di ponte (coinvolge più denti) o di corona (coinvolge un singolo elemento dentario). Viene cementato a pilastri di sostegno naturali o artificiali ed ha lo scopo di ripristinare la funzionalità di uno o più denti o di un'intera arcata dentaria. La protesi fissa, al contrario di quella rimovibile, una volta applicata dal dentista rimane stabilmente al suo posto e non deve essere quotidianamente rimossa dalla bocca per le indispensabili manovre d'igiene orale.

Protesi totale

La protesi totale è un sostituto artificiale dei denti, rimovibile, che, in alternativa ad all'implantologia, si può applicare nei casi di mancanza completa dei denti. La sua tenuta è dovuta alla precisa conformazione dei bordi rispetto alla linea mucogengivale. E' chiamata anche dentiera.

Pulpectomia

Azione di rimozione della polpa dentale. La pulpectomia è un intervento indispensabile quando la polpa s'infetta, generalmente a seguito di carie dentaria penetrante.La pulpectomia va distinta dalla pulpotomia, nella quale viene asportata solo la polpa presente nella camera pulpare, la polpa cioè situata all'interno della corona del dente, mentre viene lasciata quella all'interno della radice.

 

Pulpite

Infiammazione della polpa dentale. La cura della pulpite richiede la devitalizzazione del dente interessato. Il quadro clinico della pulpite o infiammazione irreversibile del tessuto pulpare è rappresentato da un male ai denti spontaneo che viene amplificato da stimoli caldi e freddi nei primi stadi.

Pulpopatia

Le pulpopatie sono affezioni della polpa dentaria a carattere infiammatorio, spesso causa d'importante mal di denti. Sono causate più spesso da carie dentale complicata, da traumi dentali con esposizione della polpa od interruzione del fascio vascolo nervoso, da microtraumi ad azione abrasiva od erosiva.

 

Pulpotomia

Azione di rimozione di una parte della polpa dentale  con l'intento di mantenere il dente vitale

radice

E' la parte del dente non visibile, posta all'interno della gengiva  e collegata alla corona dal colletto.

Radiologia digitale

Sistema di rivelazione delle immagini radiografiche basato sull'uso del computer e di sensori ad esso collegati. Nella radiologia digitale viene acquisita un'immagine radiografica in forma numerica, cioè comprensibile da un computer.

Recessione gengivale

Esposizione della superficie radicolare per scivolamento apicale della posizione della gengiva.

Resine composite

Materiali plastici usati per il restauro dei denti. Sono formate dall'incorporazione in una matrice organica resinosa di un composto inorganico.

Retrazione gengivale

Movimento di allontanamento del margine gengivale dalla superficie del dente; può essere indicativo di una sottostante infiammazione o della formazione di tasche. Può dipendere anche da cause meccaniche, chimiche o chirurgiche.

Retrognazia

Posizionamento arretrato delle mascelle.
Può essere relativa o falsa (quando è solo apparente, rispetto alla controparte scheletrica) o assoluta e vera (in riferimento alla verticale tracciata dalla radice del naso); si determina a carico del mascellare superiore, della mandibola o di entrambi i mascellari
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Ribasatura

Procedimento attraverso il quale solo la superficie tissutale della protesi viene rimpiazzata da nuovo materiale.

Rimozione del tartaro

Rimozione completa dei depositi calcificati adesi ai denti che viene effettuata con punte metalliche montate su apparecchi che producono vibrazioni ad altissima frequenza, insieme a spray d'acqua. La tecnica professionale di rimozione del tartaro mira, appunto, al distacco del tartaro dai denti, una sostanza che impedisce le corrette manovre d'igiene orale, favorisce l'accumulo di placca batterica sui denti e interferisce direttamente con la normale biologia gengivale. L'ablazione del tartaro può essere effettuata direttamente dal dentista o da igienisti dentali. Nel corso della seduta di rimozione del tartaro vengono controllate le condizioni gengivali e, nel caso di accumulo eccessivo di tartaro viene educato il paziente ad effettuare corrette manovre di igiene orale domiciliare.

Roncopatia

Roncopatia è il termine scientifico che indica la patologia che si associa all'azione del russamento notturno. E' molto frequente, si stima che il 45% della popolazione adulta produca, almeno occasionalmente, il suono roboante che caratterizza il disturbo. La quantità di coloro che ogni notte ne sono affetti si attesta invece intorno al 25% degli adulti, interessando più uomini che donne. La roncopatia è un serio disturbo medico perché diminuisce la funzione ristoratrice del riposo notturno. Facile affaticamento, stanchezza cronica, difficoltà a concentrarsi e cefalea sono gli effetti che più spesso provoca. Chi è affetto da roncopatia, spesso non è consapevole e può trascurare gli appelli del partner a cercare di porvi rimedio.

Quando il russare si fa severo può arrivare addirittura ad ostruire temporaneamente la respirazione, causando quelle che vengono definite apnee del sonno.
Il suono da chi è affetto da roncopatia si produce quando viene ostacolato il libero passaggio dell'aria nella parte posteriore della bocca. In particolare è provocato dal dislocamento posteriore della lingua durante il sonno, ma senza che si stabilisca un contatto tra il dorso della lingua e la parete faringea. Il restringimento delle vie aeree determina l'accelerazione del passaggio dell'aria inspirata da cui dipende la tipica vibrazione rumorosa.
Se la roncopatia non è conseguenza di una particolare patologia può cessare con l'utilizzo di. Diversi studi scientifici riportano percentuali di successo molto elevate nel ridurre o eliminare il disturbo con l'uso di dispositivi endo-orali. La stessa Associazione Americana per i Disturbi del Sonno raccomanda l'utilizzo di questi apparecchi sia per il trattamento dei pazienti affetti da roncopatia che da forme di apnea ostruttiva del sonno.
Gli apparecchi endorali sono efficaci nella cura della roncopatia perché agiscono sul meccanismo che la provoca: mantenengono la mandibola in avanti e impediscono alla lingua di collassare posteriormente.

Presso il nostro studio è possibile trattare le Roncopatie grazie alla presenza di un consulente certificato ISO.


Root Planing

 

Rimozione dei depositi di tartaro dalla superficie della radice al disotto della linea gengivale.

 

Sbiancamento dentale

Trattamento chimico professionale dei denti naturali che viene eseguito con con perossido d'idrogeno o perossido di carbamide che può eventualmente essere potenziato con mezzi fisici quali luce laser, alogena, o al plasma. L'obiettivo è quello di ottenere un colore più bianco e luminoso

Scaling

E' la rimozione dei depositi di placca batterica, di tartaro, di residui di cibo che si sono accumulati nelle tasche parodontali causate dalla parodontite. Insieme alla levigatura radicolare è un trattamento spesso efficace nel permettere la completa guarigione negli stadi precoci della parodontite e può ridurre l'estensione dell'intervento chirurgico negli stadi più avanzati.

Si definisce scaling sopragengivale la rimozione di placca batterica e tartaro eseguito a livello della linea gengivale e scaling sottogengivale quello eseguito sotto la linea gengivale.

 

Scovolino

Particolare spazzolino utilizzato per l'igiene degli spazi interdentali.

Seconda classe di Angle

I denti molari presentano un'occlusione distale simmetrica.
Nella prima divisione il gruppo frontale è sporgente, nella seconda divisione è retroposizionato

Sigillatura

Speciali resine si applicano allo scopo di sigillare le asperità dello smalto presenti nei solchi della superficie masticatoria di molari e premolari (solchi occlusali). Prevengono la carie dentaria, frequente in queste particolari zone anatomiche, impedendo l'annidamento della placca batterica.

Smalto

Tessuto dentale formato da un minerale estremamente duro e lucente, composto per il 98% da idrossiapatite calcica; riveste la parte esterna del dente proteggendolo dall'usura meccanica e chimica e dagli stimoli termici.
Lo smalto è la sostanza più dura del corpo umano, ciononostante i batteri della placca possono attaccarlo e disgregarlo (demineralizzazione, perdita di calcio e minerali) tramite le sostanze estremamente acide che vengono eliminate  dopo aver utilizzato gli zuccheri contenuti nella placca.
Lo smalto dei denti appena erotti dei bambini e dei ragazzi è meno forte e, pertanto, più suscettibile all'attacco acido provocato dalla placca batterica.
I molari appena erotti, ricchi di rugosità sulla superficie occlusale, si possono proteggere dalla carie sigillandoli con speciali resine.

Solco gengivale

Scanalatura poco profonda che circonda il dente. E' delimitata su un lato dalla superficie del dente, sull'altro dalla gengiva marginale. Il solco ha una profondità variabile di 1/2 mm.

 

Spazio interdentale

Spazio esistente tra due denti vicini e normalmente occupato dalla papilla interdentale 

Stomatite

Stomatite è il termine che indica l'infiammazione del tessuto mucoso (mucosite) che riveste le strutture del cavo orale. Coinvolge le guance, le gengive, la lingua, le labbra, il palato e il pavimento della bocca. Può essere causata da problemi del cavo orale, come cattiva igiene o protesi inadeguate, oppure da scottature provocate dall'assunzione di cibi o bevande calde, o da medicine, reazioni allergiche o infezioni.In genere la stomatite è dolorosa, può presentarsi con sensazione di fastidio, dolore locale e bruciore. La mucosa si presenta arrossata, gonfia e può verificarsi sanguinamento dell'area interessata. L'alitosi può accompagnare l'affezione.La stomatite colpisce qualunque fascia di età, dai neonati agli anziani.Le cause che provocano la stomatite possono essere numerose. Traumi persistenti che possono irritare la mucosa orale in caso di protesi incongrue, denti cariati o fratturati, morsicamenti delle guance. La respirazione orale dovuta ad ostruzione delle vie nasali può causare secchezza delle mucose orali con conseguente irritazione. La stomatite aftosa è una specifica forma che si presenta con gonfiore, ulcere dolorose, da puntiformi fino al diametro di 2.5 cm, localizzate sulle labbra, guance, gengive, palato e pavimento del cavo orale. La causa di tale affezione è sconosciuta, si pensa possa essere conseguenza di deficit alimentari, in particolare di vitamina B12, Acido Folico, ferro.Alcune forme generalizzate di stomatite sono conseguenza di un uso eccessivo di alcool, cibi speziati o eccessivamente caldi, tabacco.A volte la causa dell'irritazione va ricercata in una reazione d'ipersensibilità a sostanze contenute in collutori, dentifrici, stick labiali. Stomatiti possono essere causate dall'esposizione a metalli pesanti, come mercurio, piombo, bismuto.La terapia della stomatite dipende dall'individuazione, non sempre facile, della causa che ne è all'origine.La medicina naturale offre un aiuto efficace nel trattamento della stomatite aftosa e, in generale, delle manifestazioni della stomatite: la tintura di calendula (Calendula officinalis) diluita sotto forma di collutorio per sciacqui orali.

Stripping

Riduzione dello smalto dentale  effettuato mediante molatura o abrasione delle superfici interprossimali. Una procedura utilizzata per creare lo spazio di allineamento in presenza di denti affollati.

Superfici interprossimali

Aree del dente che danno verso lo spazio interprossimale, meglio conosciuto come spazio interdentale 

Tasca apparente

Abnorme estensione  della gengiva sulculare non accompagnata da migrazione apicale dell'attacco epiteliale.

Tasca parodontale

Si forma quando le gengive perdono l'attacco al dente a causa della distruzione dell'osso alveolare  e del legamento periodontale.

Terapia canalare

Procedura usata per  risolvere una pulpite, per salvare un dente colpito da un ascesso, per guarire un ascesso o un granuloma. Durante questa procedura la polpa o i residui pulpari vengono raschiati via dalla camera della polpa e dal canale radicolare. Per il buon esito della terapia canalare il canale radicolare viene poi disinfettato e riempito permanentemente con particolari sostanze.

 

Terza classe di Angle

I molari presentano un'occlusione mesiale simmetrica

Trauma occlusale

Risultato di forze eccessive applicate sulla dentatura. Può essere responsabile, specie in presenza d'infiammazione, di una rapida perdita di attacco e di distruzione dell'osso di sostegno.

Trazione extraorale

La T.E.O. è un apparecchio ortodontico usato per spostare i molari posteriormente e per creare spazio per i denti anteriori affollati o protrusi. Nei casi di prognazia mascellare ha la funzione di trattenere la crescita in avanti del mascellare superiore. E' costituito da due parti metalliche saldate insieme. La parte interna è conformata ad arco e si connette ai tubi buccali delle bande. La parte esterna riprende la curvatura del viso per connettersi ad una fascia elastica che esercita la forza capace di provocare le modifiche dentali o di crescita scheletrica.

 

Ultrasuoni

Vibrazioni ad alta frequenza, capaci di disgregare e staccare il tartaro dalle superfici dentali.

Usura dentale

Perdita di sostanza dentale localizzata dovuta a disfunzioni, vizi e parafunzioni a carico dell'occlusione (vedi).

Vite di guarigione

La vite di guarigione è una cappetta che si applica provvisoriamente, avvitandola, sulla radice dentale impiantata, la cui finalità è quella di promuovere la guarigione e l'adattamento dei tessuti molli gengivali che andranno a circondare la corona dentale definitiva. Le viti di guarigione, o di chiusura, consentono la guarigione ottimale della gengiva e la modellazione dell'imbuto gengivale.