Analgesia sedativa e Tecniche anestesiologiche contro la paura del dentista

studio_odontoiatrico_rosi_straumann_308.jpg - IconaMetodiche di assistenza anestesiologica e sedazione

Ancora oggi, nonostante i progressi delle procedure odontoiatriche, lo studio dentistico rappresenta, per la maggior parte dei pazienti, un luogo che suscita ansia e in molti casi una vera e propria paura del dentista.  Spesso le cure odontoiatriche possono portare a sperimentare varie forme di disagio: dolore innanzitutto, ma anche condizioni sgradevoli caratterizzate da odori, rumori, sibili fastidiosi e non confortanti, posizioni corporee antifisiologiche, sgradevoli sensazioni legate alla stimolazione del cavo oro-faringeo, immobilità obbligata, nausea, conati di vomito, secchezza delle fauci, salivazioni fastidiose, percezioni non propriamente gradevoli di trazione su elementi dentari o ossei. Talvolta si scatenano riflessi neurovegetativi spiacevoli o addirittura preoccupanti come tachicardia, ipotensione, sudorazione, senso di svenimento fino a vere e proprie lipotimie, reazioni anafilattoidi. 

Ancora più importanti, tuttavia, sono le vere e proprie esperienze dolorose connesse primariamente alla patologia di base, ma anche conseguenti alle manovre terapeutiche durante le quali non sempre è possibile produrre una condizione di anestesia perfetta.

Una parte di queste reazioni hanno una base fisiologica essendo scatenate da manovre invasive nel cavo orale. Altre si verificano prevalentemente in seguito a elaborazioni in parte inconsce del vissuto proprio e altrui: una sorta, quindi, di eredità storica che si tramanda di generazione in generazione e che costituisce quel fondo inconscio dal quale nasce l’immaginario collettivo che ci porta ad inquietudini ben oltre le nostre esperienze personali.  

Il perfezionamento delle procedure tecniche e la maggiore attenzione rivolta all'accoglienza psicologica ed umana, pur fondamentali per un corretto approccio al paziente odontoiatrico, si sono rivelati mezzi insufficienti per una soluzione radicale del problema della paura del dentista. Questa discrepanza tra necessità operative e bisogni globali del paziente si è ulteriormente approfondita a causa dell’estendersi delle possibilità operative e quindi della invasività di certe procedure: ci riferiamo, ad esempio, al grande capitolo delle riabilitazioni implantologiche, ai rialzi di seno mascellare, ai trapianti di osso omologo/autologo, a varie forme di chirurgia endorale, ecc.        

L’accrescersi progressivo della sensibilità nell'aiutare il paziente odontoiatrico ad affrontare la paura del dentista e degli interventi odontoiatrici ha stimolato la concezione e realizzazione di un nuovo percorso metodologico. Questo si avvale di una  figura professionale diversa e complementare a quella del dentista e del chirurgo odontoiatra: l’Anestesista-rianimatore, che rende possibile controllare tutti questi disagi, fisici e induttivamente psico-emotivi.

La collaborazione professionale tra odontoiatra e anestesista presso gli studi odontoiatrici stessi, si va sempre più diffondendo nella realtà clinica quotidiana sia per la maggior consapevolezza dei pazienti, sia per le maggiori potenzialità di certe procedure implantologiche e correlate che richiedono una assistenza al paziente più specificamente orientata al suo benessere totale.

Grazie soprattutto alla disponibilità di metodiche efficaci, sicure, gradevoli, prevedibili, che soltanto 5-8 anni fa non erano conosciute, congiuntamente all’operatore odontoiatrico e con propri specifici ruoli, mezzi e competenze, il medico anestesista elimina o sopprime ogni condizione psico-emotiva e fisica sgradevole attraverso la somministrazione di specifici farmaci opportunamente associati e dosati.

Il trattamento che il medico-anestesista effettua in studio odontoiatrico, spazia su di un ampio ventaglio di possibilità; queste vengono adottate a seconda delle condizioni operative, della necessità psicologica del singolo paziente, della sua sensibilità al dolore, della tollerabilità alla posizione, della sensibilità al riflesso del vomito, del grado di ansia percepito, del tipo di intervento a cui deve essere sottoposto.

Queste metodiche di sedazione (sedazione cosciente o di anestesia generale o sedazione endovenosa) offrono al paziente grande benessere psico-fisico durante e dopo la procedura. Inoltre non trascurabili sono i vantaggi che ne derivano all’operatore, il quale può concentrarsi di più sul compito operativo, ridurre i tempi di intervento, migliorare le proprie condizioni di stress psichico e, non ultimo, ampliare notevolmente le procedure realizzabili in un’unica seduta e quindi i costi di esercizio dello Studio.  

Il nostro Studio dentistico ed odontoiatrico offre assistenza anestesiologica al paziente odontoiatrico tramite sedazione cosciente o analgo-sedazione e sedazione endovenosa o anestesia generale o narcosi, sedazione ansiolitica

I trattamenti di sedazione realizzati del medico-anestesista si realizzano attraverso la somministrazione endovenosa di farmaci ad effetto sedativo e analgesico dalla cui opportuna associazione è possibile assicurare le diverse azioni che di volta in volta si rendessero necessarie:

  • rimozione dell’ansia e delle fobie,
  • eliminazione del riflesso del vomito,
  • realizzazione della condizione di amnesia – ossia incapacità di rievocare eventi connessi alla procedura odontoiatrica pur vissuti con consapevolezza cosciente,
  • analgesia – ossia la eliminazione delle varie componenti di dolore o fastidio intraoperativi,
  • sonnolenza, che assicura una condizione di benessere e abbandono sufficienti ad alleggerire il tempo soggettivo di durata della procedura. 

 

Al termine delle cure odontoiatriche, il paziente riprende in pochi minuti le normali condizioni di benessere, autonomia fisica, lucidità cognitiva. E’ in grado quindi di riprendere una normale quotidianità in condizioni di benessere fisico e di rilassatezza psico-emotiva  altrimenti irrealizzabili.

Approfondisci il profilo professionale del nostro medico-anestesista Marco Ardigò

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Tali tecniche di sedazione cosciente sono particolarmente utili anche per l'effettuazione di cure odontoiatriche disabili o per pazienti non collaboranti.

 

Nella fotografia il dott. Pierantonio Rosi e il consulente in anestesiologia dott. Marco Ardigò.