Sedazione endovenosa per anestesia generale

Anestesia Generale (narcosi)

L'anestesia generale o narcosi si effettua attraverso l’infusione endovenosa di più farmaci, sempre escludendo l’utilizzo di gas anestetici.

Durante la anestesia generale il paz. è incosciente, in condizioni di rilasciamento muscolare, non collaborante, e passibile quindi di tutte le manovre, anche posizionali, necessarie all’ espletamento della terapia operativa.

 

 

 

 

Quando effettuare una anestesia generale?

Si possono pertanto individuare le seguenti indicazioni all’effettuazione della anestesia generale in alternativa ad altre tecniche anestesiologiche:

  • tutte le procedure di durata superiore a 1,30 – 2 ore,
  • procedure anche brevi ma di carattere cruento-invasivo,
  • pazienti che per fobie o forte ansia esprimono esplicita preferenza per una condizione di incoscienza e non partecipazione,
  • pazienti in età pediatrica in genere al di sotto dei 6 anni di età,
  • pazienti anziani che mal sopporterebbero procedure lunghe con innumerevoli sedute,
  • pazienti che beneficiano di una soppressione totale dello stress psico-fisico legato alla procedura (coronaropatie, diabete, ipertensione arteriosa, cardiopatie valvolari, aritmie, ecc.),
  • pazienti con bassa soglia del riflesso del vomito e scialorrea profusa o con difficoltà alla apertura temporo-mandibolare,
  • pazienti psicotici, portatori di handicap, oligofrenici,
  • pazienti che per motivi professionali o personali gradiscono ridurre al minimo il numero di sedute e quindi i tempi di attuazione dell’intera procedura.

 

Come sono le procedure di preparazione alla sedazione endovenosa per l'anastesia generale?

Il paz. può consumare 1-2 ore prima una colazione leggera. La preparazione all'intervento presso lo studio consiste in:

  • effettuazione di accurata anamnesi ed esame obiettivo,
  • controllo di eventuali esami laboratoristici e strumentali,
  • incannulamento venoso periferico,
  • collegamento ai monitoraggi cardio-neuro-respiratori,
  • posizionamento di naselli per la somministrazione di ossigeno,
  • allestimento della via infusionale dalle pompe multi-injekt e dalla sacca per pfleboclisi.

 

Per sottoporsi ad anestesia generale è necessario prescriveredi alcuni semplici esami laboratoristici ed E.C. Grafici pre-operativi, secondo i protocolli della società italiana ( S.I.A.A.R.T.I.) e delle società europee di anestesia e rianimazione ed il grado di monitoraggio multi-funzionale è più sofisticato. L’induzione avviene in 2-3 min., ad essa segue immediatamente la manovra di posizionamento endotracheale di apposita protesi artificiale per via rino-laringea (intubazione endotracheale). In questo modo il cavo orale rimane totalmente libero all’accesso operativo. Al tubo rino-tracheale viene collegato il sistema circuito respiratorio-ventilatore automatico con il quale viene supportata la funzione respiratoria. La protesi endotracheale assicura una perfetta tenuta e quindi garantisce una assoluta protezione alla contaminazione delle vie aeree da parte di liquidi e materiali solidi che normalmente colano e si accumulano in retrofaringe.

L’odontoiatra può immediatamente iniziare la procedura, sia essa di tipo conservativo, sia chirurgico-implantologico senza limiti di invasività, né di tempo!

Alla fine dell’intervento il paziente si sveglia in 5-8 min. in seguito alla semplice sospensione della infusione farmacologia; riprende coscienza, e subito guadagna un pronto orientamento spazio-temporale, utile nel caso si debbano completare manovre o prove che richiedessero la sua collaboratività. Dopo altri 40-60 minuti circa il paziente è in grado di deambulare e quindi di ritornare, accompagnato, al proprio domicilio in condizioni di totale autonomia e pieno benessere, atto a riprendere una normale alimentazione (compatibilmente con le possibilità masticatorie del momento). L’intera procedura viene svolta in una struttura idonea che può essere anche lo Studio stesso.

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