Pedodonzia bambini

Cure odontoiatriche delle carie nei bambini

La Cura delle carie del bambino viene eseguita, se necessario, con l'ausilio di protossido d'azoto e diga di gomma.

  • La diga di gomma isola ogni singolo dente garantendo la massima sicurezza per il bambino e risultati clinici sensibilmente superiori rispetto alle manovre convenzionali.
  • Il protossido d'azoto eseguito secondo un protocollo consolidato in quasi trent'anni d'esperienza,  garantisce un sensibile miglioramento della collaborazione del singolo paziente.

Lo studio dispone di uno staff anestesiologico diretto dal dott. Marco Ardigò che prevede la possibilità di ricorrere a innovative tecniche anestesiologiche pediatriche per i casi più complessi o per i bambini non collaboranti.

In ogni seduta verrà consegnato un piccolo regalo al bambino per stabilire un rapporto affettuoso con gli operatori. Il trattamento del processo carioso viene eseguito con la stessa cura e le stesse procedure applicate nel trattamento del dente permanente, onde evitare spiacevoli necessità di re-intervento.

Glossario di riferimento:

Branca dell'odontoiatria che tratta la cura dei denti dei bambini

Processo di sviluppo dei denti permanenti, che inizia con la comparsa verso i 5/6 anni dei primi molari permanenti, e termina con l'eruzione, intorno ai 18 anni, dei denti del giudizio. 

 

Sostanza appiccicosa di colore bianco-giallastro che si fissa saldamente ai denti, formata da residui di cibo colonizzati da batteri che sopravvivono e si riproducono al suo interno cibandosi degli zuccheri in essa presenti. E' causa di gengiviti , parodontiti e carie.

E' il tessuto molle (non calcificato) situato all'interno del dente; composto prevalentemente di vasi sanguigni e nervi. Si distingue in polpa camerale, la porzione situata nella corona, e polpa radicolare, quella che percorre l’interno del canale radicolare.

 

Azione di rimozione della polpa dentale La pulpectomia è un intervento indispensabile quando la polpa s'infetta, generalmente a seguito di carie dentaria penetrante. La pulpectomia va distinta dalla pulpotomia, nella quale viene asportata solo la polpa presente nella camera pulpare, la polpa cioè situata all'interno della corona del dente, mentre viene lasciata quella all'interno della radice.

Infiammazione della polpa dentale. La cura della pulpite richiede la devitalizzazione del dente interessato. Il quadro clinico della pulpite o infiammazione irreversibile del tessuto pulpare è rappresentato da un male ai denti spontaneo che viene amplificato da stimoli caldi e freddi nei primi stadi.

 

Azione di rimozione di una parte della polpa dentale  con l'intento di mantenere il dente vitale

Speciali resine si applicano allo scopo di sigillare le asperità dello smalto presenti nei solchi della superficie masticatoria di molari e premolari (solchi occlusali). Prevengono la carie dentaria, frequente in queste particolari zone anatomiche, impedendo l'annidamento della placca batterica.

 

Tessuto dentale formato da un minerale estremamente duro e lucente, composto per il 98% da idrossiapatite calcica; riveste la parte esterna del dente proteggendolo dall'usura meccanica e chimica e dagli stimoli termici.
Lo smalto è la sostanza più dura del corpo umano, ciononostante i batteri della placca possono attaccarlo e disgregarlo (demineralizzazione, perdita di calcio e minerali) tramite le sostanze estremamente acide che vengono eliminate  dopo aver utilizzato gli zuccheri contenuti nella placca.
Lo smalto dei denti appena erotti dei bambini e dei ragazzi è meno forte e, pertanto, più suscettibile all'attacco acido provocato dalla placca batterica.
I molari appena erotti, ricchi di rugosità sulla superficie occlusale, si possono proteggere dalla carie sigillandoli con speciali resine.

Spazio esistente tra due denti vicini e normalmente occupato dalla papilla interdentale 

Aree del dente che danno verso lo spazio interprossimale, meglio conosciuto come spazio interdentale 

Patogenesi della carie. Profilassi e cura anticarie  alterazione progressiva a carattere distruttivo del tessuto duro del dente. Colpisce soprattutto i popoli ad alto tenore di vita con un’incidenza del 70-95%.Patogenesi della carieNonostante l’estrema diffusione della càrie dentale, l’origine dell’alterazione è tuttora relativamente poco nota e le varie teorie avanzate non sembrano in grado di risolvere completamente i vari quesiti. Il dente possiede una sua resistenza naturale, diversa da individuo a individuo, e di conseguenza i singoli soggetti mostrano una suscettibilità alla càrie dentale (cariorecettività) assai variabile; è verosimile che su un terreno strutturalmente predisposto possano agire i diversi fattori chiaramente individuati come determinanti della lesione cariosa. In modo particolare è da sottolineare l’importanza dei residui alimentari non asportati dalla superficie dei denti: tali residui, soprattutto carboidrati o zuccheri, vanno facilmente incontro a processi fermentativi con produzione di acidi che hanno la proprietà di intaccare i tessuti duri del dente, causandone la progressiva demineralizzazione. La presenza della placca dentale favorisce l’azione fermentativa operata dai microrganismi sui residui alimentari (glicolisi batterica e altre attività enzimatiche specifiche) innescando così il processo che porta alla distruzione del tessuto dentale. Questo inizia dallo smalto che presenta decalcificazione e disgregazione (càrie dentale superficiale); in seguito si estende in profondità (càrie dentale penetrante) con interessamento delle zone più superficiali della dentina, con decalcificazione e distruzione dell’impalcatura organica e inorganica, infiammazione della polpa (pulpite), gangrena pulpare e successiva infiammazione dei tessuti del parodonto. La sintomatologia dolorosa è generalmente assente nella càrie dentale superficiale. Quando la càrie dentale interessa la dentina, si avverte sensibilità alle variazioni di temperatura (caldo, freddo) o a particolari cibi (dolci, salati, acidi), dolore che cessa col venir meno dello stimolo. Quando, infine, la càrie dentale interessa la polpa, il dolore può insorgere anche in assenza di stimoli.Profilassi e cura anticarieDi particolare importanza appare la profilassi della càrie dentale. Si distinguono una profilassi preconcezionale, per l’importanza rivestita dal fattore ereditario; una profilassi prenatale, con una corretta alimentazione della gestante e attuando la fluoroprofilassi, al fine di garantire l’adeguata formazione e lo sviluppo della dentatura e delle strutture osteomucose di supporto; e, infine, una profilassi postnatale, con una corretta igiene del cavo orale e dei denti e con l’osservanza di semplici regole dietetiche. Alla luce delle informazioni disponibili, tuttavia, il modo di gran lunga più efficace nella profilassi della càrie dentale appare quello costituito dalla terapia con fluoro. Secondo recenti stime, la fluoroprofilassi appare in grado di ridurre l’incidenza della càrie dentale del 50-60%. Per quanto riguarda la terapia, essa tende all’eliminazione totale dei tessuti colpiti, alla ripulitura della cavità cariosa e all’otturazione mediante resine, cementi al silicio (per incisivi, canini), amalgama d’argento (premolari, molari).

Pellicola di mucopolisaccaridi di origine salivare, che si deposita sullo smalto dei denti; inizialmente è asettica, ma dopo un’ora dalla sua formazione viene colonizzata dai germi della flora batterica orale (placca batterica); dopo circa cinque giorni, a maturazione avvenuta, inizia a calcificarsi con depositi di sali di calcio e dà origine al tartaro. La placca dentale si può allontanare prima che diventi placca batterica con lo spazzolamento dei denti e il filo interdentale.

Riempimento della cavità dentaria con materiali diversi a seconda delle esigenze (composito, resine ecc.), che si effettua in corso di terapia per la carie. È preceduta dalla rimozione completa del tessuto carioso e dalla preparazione della cavità che deve ritenerla. L’otturazione dentale mira alla ricostruzione morfologica e funzionale del dente; può essere provvisoria, se il dente deve restare in osservazione o se si devono far agire medicamenti, o definitiva, quando si chiude definitivamente la cavità. Una volta terminata l’otturazione dentale, non è necessario attuare particolari provvedimenti conservativi, oltre alla normale igiene orale.

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